1 0 4000 1 https://dietroifronti.it 300 0

“In questo momento di confronto, dobbiamo guardare film che spezzano i rapporti di dominio, per rispondere alla nostra realtà e al nostro bisogno di immaginare le nostre vittorie.” Alexandra Dols

 

Alexandra Dols è una scrittrice, regista e produttrice.

Laureata con un Master II in Creazione e produzione audiovisiva all’Università di Parigi VIII Vincennes e un Master I in Scrittura di sceneggiature alla Parigi I Panthéon-Sorbonne, ha co-fondato nel 2006 Hybrid Pulse, un’associazione che sostiene la scrittura, la regia, la produzione e la distribuzione di film di registe e fa parte di un collettivo femminista di auto-organizzazione, con cui ha prodotto e diretto due documentari sulle lotte nel mondo arabo.

Nel primo, MOUDJAHIDATE (“combattenti”, in arabo),(2008-75″), dà la parola alle donne algerine impegnate per l’indipendenza del paese, storie intrecciate con quella di Danièle Djamila Amrane, una delle poche donne europee condannate per assistere il FLN durante la guerra algerina.

Nel secondo, DERRIÈRE LES FRONTS (2017-113′), vengono raccontate le conseguenze psicologiche dell’occupazione, della resilienza e della resistenza del popolo palestinese. Un road movie raccontato in prima persona dalla psichiatra e scrittrice Samah Jabr, un documentario a voci multiple ed esperimenti visivi, alla ricerca dell’invisibile che sta accadendo dietro le fronti. “La poesia del film di Alexandra Dols non è affatto una via di fuga”, come scrive il collettivo “Cases Rebelles“. In uscita nazionale in Francia e presto in Italia, questo documentario è stato premiato e selezionato a numerosi festival internazionali, e notato dal regista Ken Loach, che incoraggia il pubblico a vedere il film.

Il lavoro di Alexandra Dols è stato molto apprezzato dall’unione Solidaires, che le ha commissionato un documentario sulla lotta contro l’omofobia e la transfobia nel mondo del lavoro e del sindacato: MINIMUM SYNDICAL! (2019-26′).

Alexandra Dols sta attualmente lavorando nella fiction e sta scrivendo un film di media lunghezza: “HISTOIRE(S) D’UN AMOUR. Dalida, colonna sonora delle nostre vite”.

I temi dell’emancipazione e delle lotte di liberazione, le loro storie individuali e collettive sono al centro del suo lavoro e della bellezza della sua poesia.

 

Filmografia

2019 “MINIMUM SYNDICAL” (26′)

2017 “Dietro i Fronti” (113’)

2015 “Femme en Palestine” (11’)

2014 “Qui seme la Hagra” (15’)

2008 “Moudjahidate” (75’)

2002 “La tête de ma mère” (10’)

 

Note di regia

Oggi, la colonizzazione non riguarda solo il controllo di un territorio, delle case, del cielo o dell’acqua. L’occupazione non cerca semplicemente di imporsi con le armi, ma si insinua anche nelle menti dietro i fronti.

Questo documentario si focalizza e concentra sulle sue forme più invisibili, l’occupazione più intima, quella dello spazio mentale. Uno spazio dove equilibrio, autostima, morale e anima diventano luoghi e questioni di lotta.

Questo film raccoglie la sfida di rappresentare l’invisibile: le conseguenze psicologiche dell’occupazione. Per far capire e sentire l’oppressione, il soffocamento, ma anche il respiro vitale, il “sumud” palestinese. Estratti da cronache, interviste, elementi didattici si mescolano a sperimentazioni artistiche, come quelle immagini divise e schizofreniche che ingoiano corpi.

Il montaggio, invece, lavora su una lunga temporalità, quella di traumi trans-generazionali, mentre si catturano gli shock di crisi.

“Non volevo fare un ritratto, ma piuttosto un film impegnato a restaurare una pluralità, un fronte di individui con identità multiple: confessioni, orientamenti sessuali, culture politiche, origini sociali e geografiche, tutti uniti in una lotta contro l’occupazione. Un nuovo approccio riconosciuto dal pubblico come femminista intersezionale”.